che cos’è il triage e perché lo fanno gli infermieri?

Tra le molte definizioni di Triage, quella che meglio ne descrive l’attività è fornita dall’American College of Surgeons, secondo il quale il triage consiste nell’attribuzione dell’ordine di trattamento dei pazienti sulla base delle loro necessità di cura e delle risorse disponibili.

Il termine Triage possiede radici profonde: le sue origini risalgono difatti all’età napoleonica, quando il barone chirurgo francese Jean Dominique Larry organizzò nei campi di battaglia i primi soccorsi utilizzando criteri di priorità rispetto alle ferite e ai diversi interventi sanitari necessari. In epoca più recente, il Triage è stato adottato, con caratteristiche più evolute e perfezionate, nella guerra di Corea e Vietnam.

È importante ricordare come lo stabilire la priorità di accesso all’area di trattamento non significhi porre una diagnosi, ma individuare quali pazienti abbiano bisogno di cure immediate e quali possono differire la valutazione medica. Questo procedimento richiede di soddisfare, in particolare, tre criteri:

  • Rapidità: il tempo accesso-codifica di triage deve essere breve
  • Sensibilità elevata e specificità sufficiente: tutti i pazienti potenzialmente critici devono essere identificati
  • Logica organizzativa: va perseguita una organizzazione che con un adeguato utilizzo delle risorse produca il rispetto di tempi e standard gestionali

Nella legislazione italiana il Triage compare nel 1996, in particolare tramite l’attuazione del decreto n.76/1992, il quale afferma come in ogni dipartimento di emergenza e accettazione debba essere prevista questa funzione come primo momento di accoglienza e valutazione dei pazienti afferenti al Pronto soccorso.

Tale funzione – recita il decreto – è svolta “da personale infermieristico adeguatamente formato, che opera secondo protocolli prestabiliti dal dirigente del servizio”.

Gli obiettivi principali che deve perseguire l’attività di Triage in Pronto Soccorso

  • Individuare i pazienti urgenti e inoltrarli immediatamente all’area di trattamento e/o all’avvio di specifici percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali
  • Attribuire a tutti i pazienti un codice di priorità che regoli l’accesso alle cure in relazione alla gravità delle condizioni e al potenziale rischio evolutivo

Oltre a questi, il triage si pone anche una serie di obiettivi “accessori”, che contribuiscono a migliorare la qualità del servizio prestato dal sistema:

  • Determinare l’area più appropriata per il trattamento
  • Mantenere e migliorare l’efficacia complessiva della struttura di Pronto soccorso
  • Ridurre lo stato d’ansia delle persone che si rivolgono alla struttura
  • Valutare periodicamente le condizioni dei pazienti in attesa

Iscriviti ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Inserisci la tua e-mail di seguito per ricevere gli aggiornamenti.